Il Giardino dei Tarocchi

il-giardino-dei-tarocchi-di-capalbioIl Giardino dei Tarocchi è un parco artistico composto da ciclopiche sculture, alte dai 12 ai 15 metri, raffiguranti i 22 arcani maggiori dei tarocchi che Niki de Saint Phalle ha creato sulla collina garavicchio, nel comune di Capalbio.
Il giardino è un vero e proprio museo a cielo aperto, perfettamente inserito nel paesaggio collinare della Maremma, un parco di eccezionale fascino, unico al mondo, uno degli esempi d’arte ambientale più importanti d'Italia.
Niki de Saint Phalle ha lavorato alla realizzazione del giardino dal 1980 al 1996, mentre l'apertura al pubblico è avvenuta nel 1997.
Per il suo particolare aspetto, la sua delicatezza, e con lo scopo di preservare l’atmosfera magica che si respira nel giardino, le visite sono possibili solo in alcuni periodi dell’anno (di solito da Aprile ad Ottobre), limitate in fasce orarie predeterminate, per un numero ristretto di visitarori. per desiderio dell’artista inoltre, al fine di salvaguardare la libertà di movimento dei visitatori, non sono previste ne visite guidate ne un itinerario precostituito.
Il Giardino dei Tarocchi è attualmente gestito dalla fondazione il Giardino dei Tarocchi, una fondazione privata che attraverso gli introiti fa fronte alle costanti cure di manutenzione di cui questo parco necessita.

Per le date di apertura ed informazioni vi consigliamo di contattare: fondazione il Giardino dei Tarocchi - 58011 capalbio (gr)- località Garavicchio - tel 0564 895 122 fax 0564 895 700
web-site: www.nikidesaintphalle.com

Parco Archeologico di Vulci

parco vulciL’affascinante Parco Naturalistico- Archeologico di Vulci è una testimonianza storica della presenza sul territorio degli antichi Etruschi. Immerse in paesaggi naturalistici ed inaspettati, ecco svelate le suggestive vestigia dell’antica città. Le sue mura di cinta, le strade basolate, gli edifici religiosi e privati, la magnifica sepoltura della Tomba Francois testimoniano la potenza di una delle più importanti e popolose città dell’Etruria Meridionale ai tempi della Roma dei primi sette re. La Tomba Francois, che deve il suo nome all’archeologo Alessandro Francois che la scoprì nel Luglio del 1857, è celebre in tutto il mondo per lo straordinario ciclo di affreschi che ne ornava le pareti. Nelle immagini tratte dal mito Greco gli affreschi, che risalgono al IV sec. A.C. ritraggono personaggi etruschi illustri come Mastarna, che diverrà sesto re di Roma con il nome di Servio Tullio. La tomba apparteneva alla famiglia de VelSaties (il personaggio ritratto nella parete dell’ipogeo).

L’ultima grande vestigia medievale degli abitanti di Vulci è un castello che si erge isolato nella campagna, a guardia di un ardito ponte etrusco-romano, unico passaggio rimasto per attraversare il Fiume Fiora alla fine del grande impero di Roma. Questo castello, detto della Badia, è oggi sede del Museo Nazionale Etrusco.

L’ “Area delle tradizioni” è uno spazio destinato ad eventi caratteristici e spettacolari della cultura maremmana. In questa area uomini, mandrie di vacche maremmane e cavalli si cimentano in emozionanti esibizioni che rievocano l’arduo ed antico lavoro dei butteri.

Il Parco è una affascinante integrazione tra un incontaminato paesaggio maremmano ed imponenti resti archeologici di quello che fu uno dei più importanti centri dell’Etruria antica. Il viaggiatore entrerà in un mondo che stupì i grandi viaggiatori dell’ottocento, ripercorrendo ambienti naturali nella loro integrità. La singolarità del parco consiste nel presentare un panorama completo: città etrusca e romana, necropoli, agro pressoché incontaminato, museo dei reperti vulcenti nel Castello della Badia uno dei monumenti che più affascinano il pubblico. Nel parco si vivrà da protagonisti una esperienza unica per contenuti culturali e naturalistici.

Abbiamo realizzato varie attività all’interno del suggestivo e vasto territorio del Parco, come le escursioni di intera o mezza giornata; archeo-trekking; tubing; tiro con l’arco; attività equestri .

All’interno del Parco troverete un punto di ristoro dove poter degustare ottime specialità culinarie maremmane e contadine.

Tarquinia

tarquiniaNarra il mito che non lontano dal fiume Marta, in un luogo dove ancora restano i segni del più grande tempio etrusco che la storia ci abbia lasciato, accadde un evento fatale: da un solco appena aperto dall’aratro, balzò fuori un essere divino, fanciullo nell’aspetto e vecchio nella saggezza. Tale creatura rivelò agli etruschi la disciplina della loro religione. Tarchon, al quale il fanciullo che si chiamava Tagete era apparso, fondò nel luogo del prodigio una città sacra, alla quale dette il nome Tarchna, cioè Tarquinia. Col tempo Tarquinia diventò così grande che per estensione e numero dei cittadini fu eguagliata solo ad Atene. Era una città vivace , colorata e pervasa dalla ricchezza e dalla cultura. Un riflesso di questo splendore è, come per miracolo, ancora a tratti visibile nelle pitture murarie della sua necropoli, scavata nel macco dorato e ancora immersa nel colore.

Tarquinia, centro dell’Etruria Meridionale e Capitale Etrusca. Gli etruschi erano un popolo autoctono che, organizzato in gruppi di dodici città, dall’VII sec si stabilì nell’Italia centrale. La Necropoli che si estende per circa 750 ettari, a circa 3 km dal centro abitato, è una delle più importanti tra quelle conosciute, ricca di tombe a camera scavate nel tufo con innumerevoli decorazioni pittoriche, le cui scene si riferiscono alla vita oltre la morte. Le tombe visitabili sono: la Tomba del Cacciatore, dei Giocolieri , della Pulcella, della Fustigazione, delle Leonesse, dei Gorgoneion, dei Caronti , dei Leopardi e moltissime altre. La Civita dista poco meno di 7 km da Tarquinia. L’antico centro conserva le imponenti vestigia della metropoli etrusca con i resti del grande tempio. E’ qui che è stato rinvenuto nel 1938 il prezioso gruppo fittile dei “Cavalli Alati”, che decorava ilo frontone del tempio dell’Ara della Regina. Oggi simbolo della città è custodito in Palazzo Vitelleschi. Li si possono ammirare lapidi etrusche e romane, sarcofagi e reperti. La città è famosa in tutto il mondo non solo per la necropoli ma anche come città medioevale. Con il suo centro storico fatto da viuzze e botteghe tipiche, da fontane e palazzi storici, la città vanta anche la vicinanza al litorale laziale. Poco distante dal litorale si trova una vasta area di 90 ettari, le Saline, una riserva naturale dove poter osservare il ripopolamento di alcune specie animali protette o effettuare alcuni particolari laboratori.

A Tarquinia organizziamo numerose attività. Escursioni guidate; trekking; tour a cavallo;degustazioni e tour in mountain-bike.

Terme di Saturnia

saturniaLe Terme di Saturnia sono oggi un centro termale incantevole situato ai piedi del borgo medievale di Saturnia e circondato da un parco secolare tipico della terra maremmana. Il Terme di Saturnia SPA & Golf Resort è una struttura di altissimo livello, sapientemente organizzata, in grado di soddisfare una clientela molto esigente. Immersi nelle quattro piscine termali (da cui si alza un vapore suggestivo e rilassante) potrete godere del panorama circostante sulla natura maremmana. L'offerta è completata dal centro benessere ed un campo da golf 18 buche par 72.

L'alternativa al Centro Termale sono le cascate del Gorello (o del Mulino), di libero accesso, poste a 2 km dal borgo di Saturnia. La sorgente delle Terme di Saturnia nasce in un cratere vulcanico (dove sorge la piscina dello stabilimento) e scorre successivamente lungo un ruscello naturale (detto il Gorello) per circa 500 metri, dove un dislivello crea una cascata che lambisce un antico mulino e forma a sua volta una serie di piscine naturali scavate nella roccia.
Queste cascate si trovano in aperta campagna ma sono facili da individuare. Sul lato sinistro della strada si apre un panorama che vi consente già in lontananza di ammirare le cascate di Saturnia in tutta la loro bellezza, resa ancora più suggestiva, dalla nuvola di vapore che perennemente accompagna questo luogo incantato. Immergersi nell'acqua calda delle piscine naturali è un vero piacere anche nei mesi più freddi dell’anno, durante i quali però, vi consigliamo di tenere l’accappatoio non troppo lontano per coprirvi alla svelta appena uscite dall’acqua calda. Se andate di notte vi sarà utile una torcia, inoltre ricordatevi che si tratta di un luogo naturale in aperta campagna quindi non troverete bagni ne spogliatoi. È invece presente un parcheggio gratuito.

Monte Argentario

Argentario: splendido promontorio circondato dal mare e collegato alla costa dai tomboli della Giannella, della Feniglia, e da un istmo artificiale che corrisponde alla diga di Orbetello. Dall'Argentario si affacciano sul mare due rinomati ed accoglienti centri turistici: Porto Santo Stefano e Porto Ercole antichi borghi di pescatori che hanno poi fatto del turismo una risorsa principale. L' Argentario attrae i turisti per l'unicità del suo paesaggio, del suo ambiente marino e del suo clima eccezionalmente mite, che lo rende un luogo di vacanza ideale per tutto l'anno.

Per gli amanti del trekking e della mountain bike, nella zona interna del promontorio si trovano moltissimi sentieri che dal mare salgono in mezzo ad una rigogliosa macchia mediterranea fino a 635 metri (punta telegrafo) offrendo panorami e scorci di rara bellezza. Per gli appassionati del golf, L'argentario Golf Club è un parco di 77 ettari con un campo di 18 buche da campionato (par 71 di 6191 metri) situato in un anfiteatro naturale composto da ulivi e macchia mediterranea e con un panorama di straordinaria bellezza.

Altra caratteristica dell'Argentario è di avere un ambiente marino di grande varietà che riesce a soddisfare veramente tutti. I due tomboli infatti, altro non sono che due lunghe spiagge sabbiose riparate da ombrose pinete che rendono queste aree particolarmente tranquille, rilassanti e di facile accesso. Per gli amanti dei fondali rocciosi invece, lungo tutta la costa dell'Argentario, alte scogliere si alternano a suggestive calette e spiagge selvagge ed isolate, più difficili da raggiungere (preferibilmente in barca e/o gommone), ma bagnate da un mare cristallino. La costa molto irregolare offre ai subacquei innumerevoli punti di immersioni differenti l'uno dall'altro: pareti, grotte, secche e relitti in un mare ricco di vita.

L'Argentario inoltre era conosciuto e frequentato già nell'antichità (come dimostra la villa romana dei Domizi Enobardi in località Santa Liberata), ed ha anche conservato alcuni "gioielli storici" come i forti spagnoli e le torri di avvistamento che all'epoca dello Stato dei Presidi (XIV° sec) difendevano il territorio dagli attacchi dei pirati saraceni.

Per quanto riguarda l'aspetto enogastronomico, troviamo una cucina che riesce ad unire i sapori genuini della terra e del mare. Il piatto per eccellenza è la zuppa di pesce conosciuta col nome di caldaro, ma non possiamo dimenticarci di ricordare gli ottimi vino ed olio, ricavati grazie al lavoro secolare di contadini, ormai lontani nel tempo, che riuscirono con enorme fatica a creare delle terrazze coltivabile su questo "scoglio chiamato Argentario". Vi segnaliamo infine il principale evento folkloristico: il Palio Marinaro dell'Argentario che dal 1937 ogni 15 agosto si disputa nelle acque di Porto Santo Stefano.

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  1. Capalbio


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Tel. 329.1827409

Strada del Fiora, 21
Località Camposcala
01014 Montalto di Castro VT